MADE IN USA - Emanuela Martini - New Hollywood: il cinema cambia faccia
MADE IN USA - Emanuela Martini - New Hollywood: il cinema cambia faccia
MADE IN USA

Durata: 120 min

Lingua: Italiano

Anno: 2026

Critica Vagano, si rincorrono, fuggono, si fermano, ma poi, quasi sempre ripartono; attraversano gli States, da una costa all’altra (in entrambe le direzioni) oppure in verticale, verso San Francisco o New Orleans o altrove, in moto, in auto, in autostop; oppure restano desolantemente ancorati al posto, la città, il villaggio, il quartiere nel quale vivono: sono gli antieroi (uomini soprattutto, ma anche donne) che il cinema americano scopre e rivela alla fine degli anni 60: i ribelli, gli insoddisfatti, quelli delusi da un Sogno che è miseramente crollato. Cambiano le facce, i corpi, si affermano le fisionomie inquiete di Jack Nicholson, Robert De Niro, Faye Dunaway, Al Pacino, Goldie Hawn, gene Hackman. Cambia il linguaggio del cinema, le musiche e i paesaggi esplodono, le città sono trappole infernali, la politica un inganno clamoroso, come la Storia e le storie che ci hanno raccontato. Crescono qui i grandi: Scorsese, Coppola, Altman, Spielberg, Cimino, Pollack, e gettano le basi del cinema successivo. Un nuovo cinema porta a una Nuova Hollywood, da Easy Rider allo Squalo, e oltre.

Nessun altro Paese più degli Stati Uniti ha trovato nel cinema un mezzo di costruzione della propria mitologia, di racconto della prima società, di rappresentazione della propria identità. E, quasi inevitabilmente, nessun altro Paese più degli Stati Uniti ha contribuito a inventare e reinventare, definire e ridefinire il cinema – in quanto industria, tecnologia, forma di racconto, esperienza spettatoriale –, aggiornando continuamente la sua contemporaneità e vitalità.

Made in USA intende attraversare la storia del cinema statunitense, dalle origini, tra New York e Hollywood, ai giorni nostri, alle prese con la svolta algoritmica, privilegiando proprio il dialogo tra film e società, storia e rappresentazione, realtà e finzione. Gli Stati uniti, in fondo, sono anche una straordinaria, complessa, contraddittoria invenzione visiva, come il nostro presente testimonia benissimo.

120 min

Lingua: Italiano

Anno: 2026

Critica Vagano, si rincorrono, fuggono, si fermano, ma poi, quasi sempre ripartono; attraversano gli States, da una costa all’altra (in entrambe le direzioni) oppure in verticale, verso San Francisco o New Orleans o altrove, in moto, in auto, in autostop; oppure restano desolantemente ancorati al posto, la città, il villaggio, il quartiere nel quale vivono: sono gli antieroi (uomini soprattutto, ma anche donne) che il cinema americano scopre e rivela alla fine degli anni 60: i ribelli, gli insoddisfatti, quelli delusi da un Sogno che è miseramente crollato. Cambiano le facce, i corpi, si affermano le fisionomie inquiete di Jack Nicholson, Robert De Niro, Faye Dunaway, Al Pacino, Goldie Hawn, gene Hackman. Cambia il linguaggio del cinema, le musiche e i paesaggi esplodono, le città sono trappole infernali, la politica un inganno clamoroso, come la Storia e le storie che ci hanno raccontato. Crescono qui i grandi: Scorsese, Coppola, Altman, Spielberg, Cimino, Pollack, e gettano le basi del cinema successivo. Un nuovo cinema porta a una Nuova Hollywood, da Easy Rider allo Squalo, e oltre.

Nessun altro Paese più degli Stati Uniti ha trovato nel cinema un mezzo di costruzione della propria mitologia, di racconto della prima società, di rappresentazione della propria identità. E, quasi inevitabilmente, nessun altro Paese più degli Stati Uniti ha contribuito a inventare e reinventare, definire e ridefinire il cinema – in quanto industria, tecnologia, forma di racconto, esperienza spettatoriale –, aggiornando continuamente la sua contemporaneità e vitalità.

Made in USA intende attraversare la storia del cinema statunitense, dalle origini, tra New York e Hollywood, ai giorni nostri, alle prese con la svolta algoritmica, privilegiando proprio il dialogo tra film e società, storia e rappresentazione, realtà e finzione. Gli Stati uniti, in fondo, sono anche una straordinaria, complessa, contraddittoria invenzione visiva, come il nostro presente testimonia benissimo.
Sono presenti spettacoli su strutture differenti
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