MADE IN USA - Pier Maria Bocchi - All’ombra delle Torri Gemelle
Durata: 120 min
Lingua: Italiano
Anno: 2026
Critica La tragedia dell’11 settembre 2001 è, come noto, un giro di boa della Storia. Ma lo è anche per la storia del cinema (americano ma non solo) e delle immagini. Tutti vediamo (in televisione). E tutti ne subiamo i contraccolpi. La produzione cinematografica e il nostro sguardo sulla realtà non saranno più gli stessi. L’America perde definitivamente l’innocenza (già perduta negli anni ’70 e riconquistata negli anni ’80). E il cinema, che le cose del mondo elabora e rispecchia, non può che farne tesoro. Nasce il cosiddetto immaginario del post-9/11, dove domina la paura e il catastrofismo, già peraltro acuiti dal recentissimo ingresso nel nuovo secolo. Hollywood frena e cambia contemporaneamente: molte produzioni si interrompono perché “scomode” e molte altre ricevono la green light proprio in ragione di una diversa percezione del mondo (e dell’altro-da-sé). Da certi action con Arnold Schwarzenegger al cinema di Richard Kelly, il cinema statunitense assorbe e metabolizza un dramma epocale a modo suo. Creando un genere, attorno al quale la critica insisterà (fin troppo).
Made in USA intende attraversare la storia del cinema statunitense, dalle origini, tra New York e Hollywood, ai giorni nostri, alle prese con la svolta algoritmica, privilegiando proprio il dialogo tra film e società, storia e rappresentazione, realtà e finzione. Gli Stati uniti, in fondo, sono anche una straordinaria, complessa, contraddittoria invenzione visiva, come il nostro presente testimonia benissimo.
120 min
Lingua: Italiano
Anno: 2026
Critica La tragedia dell’11 settembre 2001 è, come noto, un giro di boa della Storia. Ma lo è anche per la storia del cinema (americano ma non solo) e delle immagini. Tutti vediamo (in televisione). E tutti ne subiamo i contraccolpi. La produzione cinematografica e il nostro sguardo sulla realtà non saranno più gli stessi. L’America perde definitivamente l’innocenza (già perduta negli anni ’70 e riconquistata negli anni ’80). E il cinema, che le cose del mondo elabora e rispecchia, non può che farne tesoro. Nasce il cosiddetto immaginario del post-9/11, dove domina la paura e il catastrofismo, già peraltro acuiti dal recentissimo ingresso nel nuovo secolo. Hollywood frena e cambia contemporaneamente: molte produzioni si interrompono perché “scomode” e molte altre ricevono la green light proprio in ragione di una diversa percezione del mondo (e dell’altro-da-sé). Da certi action con Arnold Schwarzenegger al cinema di Richard Kelly, il cinema statunitense assorbe e metabolizza un dramma epocale a modo suo. Creando un genere, attorno al quale la critica insisterà (fin troppo).
Made in USA intende attraversare la storia del cinema statunitense, dalle origini, tra New York e Hollywood, ai giorni nostri, alle prese con la svolta algoritmica, privilegiando proprio il dialogo tra film e società, storia e rappresentazione, realtà e finzione. Gli Stati uniti, in fondo, sono anche una straordinaria, complessa, contraddittoria invenzione visiva, come il nostro presente testimonia benissimo.